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  • Direttiva vivisezione, dalla delusione alla riscossa
    • 09/09/2010
    • [di G. Felicetti*] L’Europa avrà nuove regole sull’utilizzo degli animali per la sperimentazione. Anzi in gran parte saranno vecchie. Sì perché il voto di ieri dell’Europarlamento a Strasburgo che ha dato l’ultimo via libera al testo concordato con Commissione e Consiglio dei Ministri, ha confermato il ridimensionamento del testo iniziale proposto oltre due anni fa.

      Già allora l’abolizione della vivisezione non era all’ordine del giorno ma la nuova direttiva fissava originariamente uno stop senza deroghe all’uso di animali in alcuni settori, un deciso aumento e l’incentivazione del ricorso ai metodi di ricerca senza animali, trasparenza per l’opinione pubblica sull'attività. Non solo, la Commissione di Bruxelles aveva lanciato una consultazione con la partecipazione di 42.000 cittadini europei ottenendo il terzo più alto responso mai avuto, esprimendo la volontà di una maggiore  tutela per gli animali utilizzati negli esperimenti (93%) e di un investimento maggiore a livello europeo per lo sviluppo e la validazione di metodi sostitutivi alla sperimentazione animale (79%).

      Eppure durante il suo iter la Direttiva ha perso in corsa dei “pezzi” importanti. Grazie a chi? A tutti coloro che si sono riempiti la bocca di termini come “animal welfare”, metodi alternativi, bilanciamento degli interessi di tutela degli animali e della ricerca, per poi fare nulla per renderli concreti. Nemmeno uno… Il risultato?

      La possibilità di poter ricorrere, anche se in deroga, a gatti e cani randagi  (ma in Italia tale pratica è vietata fin dal 1991), la possibilità di utilizzare specie in via d’estinzione e/o catturate in natura (compresi i Primati e in particolare le grandi scimmie), il ricorso a soppressione per inalazione di anidride carbonica come metodo di uccisione di riferimento, definito dalla legge come “umanitario” ma che in realtà provoca alti e prolungati livelli di sofferenza, fatto riconosciuto scientificamente, la possibilità di effettuare esperimenti senza anestesia, autorizzazione anche per esperimenti altamente dolorosi.

      Basterebbero due esempi eclatanti per sottolineare l’erroneità del modello animale, nello specifico sul topo: questa specie viene ampiamente utilizzata per lo studio sul cancro, ma non si ammala di questa patologia complessa, quindi gli viene ricreata in un processo artificiale ben lontano dalla realtà umana; inoltre i tumori indotti non producono metastasi paragonabili a quelle umane, sono più suscettibili all’attacco delle difese immunitarie e crescono con velocità superiori rispetto ai cancri naturali, parametro temporale ulteriormente errato perché la durata della vita tra le due specie non è confrontabile. Studi retrospettivi recenti hanno dimostrato come sostanze risultate efficaci sugli animali si sono dimostrate inutili e/o tossiche per l’uomo.

      Sempre nel topo alti dosaggi ormonali, utilizzati per studiare terapie legate alla menopausa (cicli biologici complessi e frutto di un lungo processo evolutivo ed adattativo, basti pensare che le donne non vanno in estro), dimostrarono una diminuzione dei rischi vascolari, mentre nella nostra specie hanno portato a infarti, coauguli e cancro al seno.

      L’uomo è e rimane sempre la vera “cavia”, poiché, appunto, gli studi su animali sono meno predittivi di quanto lo sia il lancio di una moneta, testa o croce.

      Viene dato grande risalto all’utilità della sperimentazione animale, sottointendendone la necessità per il progresso della ricerca e volendo insinuare il preconcetto che si debba accettare il “sacrificio” della vita animale per il benessere della vita umana. Ma questa associazione è lungi dall’essere oggettiva e corretta.

      La sperimentazione animale ha comportato, e continua a farlo, grandi errori e ritardi nella scienza, ne sono una testimonianza le 225.000 morti all’anno negli USA. per cause avverse ai farmaci, morti silenziose di cui nessuno parla o il dato allarmante che il 90% dei farmaci non supera le prove cliniche, con un ingente spreco di fondi e menti che lavorano per produrre dati inutilizzabili.

      Ieri a Strasburgo il Popolo della Libertà ha messo in luce le sue attuali divisioni di altra natura, l'on. Gardini  si è espressa favorevolmente alla sperimentazione animale indicandone la necessità per il progresso della scienza e l'on. Muscardini che, invece, ha sottolineato come questa Direttiva deluda le aspettative e non tuteli, nei fatti, gli animali da laboratorio. E anche quelle del centrosinistra con i Verdi a proporre emendamenti positivi e l’on. De Castro, ex Ministro del Pd, a decantare da Presidente della Commissione Agricoltura l’importanza della vivisezione per la farmaceutica.

      Ma non sono, ancora, del tutto perse le speranze per i 12 milioni di animali che ogni anno muoiono nei laboratori europei: infatti, a questo punto sarà fondamentale che nell'iter di recepimento nazionale della Direttiva, Governo e Parlamento nazionale traducano in fatti le dichiarazioni di questi giorni, inserendo disposizioni più restrittive di quelle di Strasburgo e lo sviluppo concreto dei metodi di ricerca che non fanno uso di animali.

      Gianluca Felicetti
      *Presidente LAV
      Intervento pubblicato dal quotidiano “Terra” oggi in edicola

  • Vivisezione, Ue delude: appello LAV a governo
    • 08/09/2010
    • Il Parlamento Europeo ha approvato il testo finale per la Direttiva 86/609 che regolamenta l’utilizzo degli animali per fini scientifici.  

      Nel complesso il testo approvato risulta deludente, soprattutto in considerazione dei progressi scientifici, dell’affermarsi dei metodi alternativi all’uso di animali e dell’opinione pubblica espressasi in modo chiaramente contrario alla sperimentazione animale”, afferma Michela Kuan, biologa, responsabile nazionale LAV settore Vivisezione.

      Il testo proposto nella sua prima versione del novembre del 2008, era fortemente innovativo rispetto al vigente e, anche se non totalmente coerente con le ottiche animaliste, presentava numerosi punti migliorativi per la tutela e il benessere degli animali da laboratorio; purtroppo tale testo nel corso dei mesi è stato modificato attraverso vari passaggi, tutti peggiorativi. La lobby vivisettoria ha, infatti, ben saputo veicolare le scelte politiche per ottenere maggiore libertà e minori restrizioni nel ricorso al modello animale.

      Tra gli articoli più negativi abbiamo:

      -la possibilità di poter ricorrere, anche se in deroga, a gatti e cani randagi  (ma in Italia tale pratica è vietata fin
      dal 1991),
      -la possibilità di utilizzare specie in via d’estinzione e/o catturate in natura (compresi i Primati e in particolare le grandi scimmie),
      -il ricorso a soppressione per inalazione di anidride carbonica come metodo di uccisione di riferimento, definito dalla legge come “umanitario” ma che in realtà provoca alti e prolungati livelli di sofferenza, fatto riconosciuto scientificamente
      -la possibilità di effettuare esperimenti senza anestesia, autorizzazione anche per esperimenti altamente dolorosi.

      Ma non sono, ancora, del tutto perse le speranze per i 12 milioni di animali che ogni anno muoiono nei laboratori europei: infatti, a questo punto - spiega Gianluca Felicetti, presidente della LAV - sarà fondamentale che nell'iter di recepimento nazionale della Direttiva, Governo e Parlamento traducano in fatti le dichiarazioni di questi giorni, inserendo disposizioni più restrittive di quelle di Strasburgo e lo sviluppo concreto dei metodi di ricerca che non fanno uso di animali"

      Ufficio stampa LAV 06 4461325

  • UE: direttiva 'vivisezione', prime indicazioni di voto
    • 07/09/2010
    • Domani, 8 settembre, si voterà l’approvazione finale della Direttiva europea che regolamenta l’uso degli animali per fini scientifici.

      Dopo anni di negoziazione e lobbying. sarà formalmente decisa la sorte di milioni di animali utilizzati e allevati nei laboratori: il Parlamento Europeo si esprimerà per l’approvazione formale del testo definitivo.

      Sarà possibile seguire il voto in diretta sul sito del Parlamento UE cliccando qui. La sessione inizierà alle 9 e il voto è previsto per le 12.

      AGGIORNAMENTO ORE 11.30 8 settembre

      La grande maggioranza degli Europarlamentari si esprime favorevolmente rispetto alla Direttiva, sottolineando l'importanza dell'accordo duramente ottenuto e rifiutando gli emendamenti presentati per la sessione plenaria di oggi.

      I vari esponenti politici evidenziano il buon compromesso ottenuto tra la tutela del benessere degli animali da laboratorio e le possibilità di fare ricerca utilizzando modelli in vivo, rimarcando come l'Europa sia all'avanguardia nella protezione degli animali.

      Punto di dissaccordo, invece, l'indicazione delle cellule embrionali staminali come metodo alternativo, in quanto alcuni parlamentari esprimono perplessità nel potenziamento di questo metodo temendo una ricaduta etica sulla specie umana.

      Di particolare rilievo due interventi italiani: l'on. Gardini (PdL) che si è espressa favorevolmente alla sperimentazione animale indicandone la necessità per il progresso della scienza e l'on. Muscardini (PdL) che, invece, ha sottolineato come questa Direttiva deluda le aspettative e non tuteli, nei fatti, gli animali da laboratorio.

  • Vivisezione, direttiva europea: siamo all'atto finale
    • foto
    • 03/09/2010
    • [di M.Kuan] La LAV apprezza la lettera aperta che il pool dei garanti del Manifesto "La Coscienza degli Animali" nato dalla volontà di Michela Vittoria Brambilla e Umberto Veronesi, ha inviato a tutti i parlamentari europei in vista della revisione della normativa in materia che sarà discussa il prossimo 8 settembre a Bruxelles, e ne condivide le finalità espresse e la posizione contraria al testo della Direttiva europea 86/609 revisionato.

      Purtroppo, però, il nuovo testo della direttiva si può considerare definitivo, rappresentando il voto dell’8 settembre solo una formale approvazione.

      L’iter di revisione di questa importantissima legge è iniziato nel 2008 e da allora la LAV, insieme alle Coalizioni europee Eurogroup ed ECEAE, ha lavorato a livello comunitario affinché venissero mantenuti gli articoli positivi e i divieti presentati nel primo testo della Commissione (del novembre 2008) e ha proposto emendamenti integrativi che tutelassero maggiormente il benessere degli animali da laboratorio. Parallelamente ha indetto una petizione, le cui 150.000 firme raccolte tra il 2007 e il 2008, sono state consegnate al Sottosegretario alla salute Francesca Martini, che rappresenta l’Italia nel Consiglio dei Ministri europeo.

      L’iter è stato lungo e complesso e i membri del Parlamento europeo sono stati fortemente condizionati dalle posizioni della miliardaria industria della ricerca, risultate determinanti nella stesura del testo finale, nonostante la lobby politica delle associazioni animaliste e la posizione fortemente contraria alla sperimentazione animale espressa dall’opinione pubblica europea, nell’ambito di un sondaggio lanciato nella speranza di condizionare positivamente il voto dei parlamentari europei.

      Rimettere in discussione questo testo, adesso, presenta il concreto rischio di perdere anche i punti positivi faticosamente mantenuti e darebbe la possibilità di inserire integrazioni peggiorative suggerite dalla potente industria farmaceutica.

      A questo punto è fondamentale, invece, che nell’iter di recepimento della Direttiva come  Decreto nazionale il Governo italiano informi la Commissione europea delle disposizioni nazionali in modo da mantenere i punti positivi già presenti nel Decreto vigente (D.lgs. 116/96) e integrarli con quelli europei.

      Michela Kuan
      *LAV Resp.le Naz. Vivisezione

  • Emicrania e paura, LAV contesta test su topi
    • 02/09/2010
    • [ di M. Kuan*] Ricerche italiane allettano i malati con il miraggio di soluzioni per l’emicrania e disturbi diffusi come l’ansia e il panico; infatti, uno studio sulla paura è stato condotto dal team del dott. Alessandro Gozzi afferente all’ex centro Glaxo e dall’Embl (European Molecular Biology Laboratory), un centro accademico con sede a Monterotondo, vicino a Roma, utilizzando topi per capire il numero di neuroni coinvolti all’insorgere della paura.
      Durante l’esperimento gli animali sono posti nella gabbia di condizionamento in cui impulsi acustici sono associati a una stimolazione dolorosa: un’investigazione che riflette un tipo di ricerca vecchia di almeno 60 anni.

      Lo stesso dott. Gozzi ammette come il mezzo della risonanza, utilizzato per diagnosticare i neuroni coinvolti nella risposta allo stimolo, sia di difficile applicazione nel modello animale; ma, nonostante questo e le possibili applicazioni su volontari umani, si è comunque ricorsi al modello murino che ha una risposta alla paura totalmente diversa, oltre ad essere differente dall’uomo per anatomia, fisiologia e genetica. Questo la dice lunga sull’affidabilità scientifica della sperimentazione animale.

      Il topo ha avuto un’evoluzione comportamentale profondamente differente dalla nostra specie nella risposta al terrore, come dimostra il fatto che se posto in forte pericolo si paralizza e le applicazioni di tale indagine per guarire disturbi come l’ansia e la depressione nell’uomo sembrano, quantomeno, improbabili.

      Il dott. Gozzi sottolinea, nella diffusione della notizia relativa alla ricerca, la perdita avuta nella chiusura del centro Glaxo di Verona: ma è importante evidenziare come le chiusure dei grandi centri di sperimentazione italiani non debbano essere visti come un affermarsi delle metodologie alternative, bensì, purtroppo, solo come il frutto dello spostamento dei test in Paesi economicamente più poveri, dove gli esperimenti su animali e l’arruolamento di volontari umani seguono regimi di controllo meno rigidi e sono economicamente vantaggiosi.

      Michela Kuan
      *Biologa, resp.le LAV Vivisezione