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  • Caccia: in Veneto non passa la contestata legge 'deroga'
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    • 10/09/2010
    • (di M. Vitturi*) Erano da poco passate le ore 20.30 di ieri 9 settembre, quando il Consiglio Regionale del Veneto ha dovuto prendere atto della mancanza del numero legale e ha quindi concluso la seduta dedicata all’approvazione della legge sulla caccia in deroga, rinviandola a data da destinarsi.
      Non era mai accaduto prima.
      Dal 2002, anno dell’introduzione delle deroghe in Italia, il Veneto non aveva mai perso occasione di regalare ai cacciatori migliaia di piccoli uccelli insettivori protetti nel resto d’Italia e in tutta Europa. Di fatto i politici veneti avevano trasformato la caccia in deroga, da evento eccezionale, a regime ordinario di caccia per specie altrimenti protette dalle direttive comunitarie e dalle leggi nazionali.

      Quest’anno, però, i progetti dei cacciatori veneti e dei loro rappresentanti in Consiglio regionale, sono clamorosamente falliti grazie alla compattezza dell’azione condotta dalle associazioni animaliste e ambientaliste e grazie alla presa di posizione dei consiglieri di opposizione Marotta e Pipitone di IDV e Pettenò di PRC.

      Già a luglio scorso la LAV aveva consegnato a tutti i consiglieri regionali la lista delle numerose violazioni in cui sarebbero incorsi se avessero approvato la legge sulla caccia in deroga, legge censurata dalla Corte di Giustizia Europea e dalla Corte Costituzionale italiana. Eppure i consiglieri, protetti dall’ombrello dell’immunità che li accomuna ai parlamentari, hanno continuato pervicacemente lungo la loro strada, con l’obiettivo di consegnare il consueto “regalo” ai cacciatori.

      A mandare a monte i progetti della maggioranza Lega-PdL, ci hanno pensato i partiti di opposizione che fin da subito si sono posti in difesa della legalità e quindi contro la legge sulla caccia in deroga. Il lavoro è stato puntiglioso e preciso al punto che il Consiglio Regionale ha dovuto concludere la seduta per mancanza del numero legale, aggiornandola a data da destinarsi. La legge sulla caccia in deroga non sarà quindi approvata!

      Ora il pericolo concreto è rappresentato da un atto di Giunta che potrebbe comunque consentire il regime di caccia in deroga; i cacciatori ed i loro rappresentanti politici non rinunceranno tanto facilmente al massacro degli uccelli migratori.

      L’Ufficio legale della LAV naturalmente vigilerà su tale eventualità. Un atto amministrativo che non dovesse puntigliosamente rispettare le norme, sarebbe immediatamente impugnato al TAR competente.

      Nell’anno dedicato alla tutela della biodiversità questo risultato costituisce un atto concreto in difesa dell’ambiente in cui viviamo. Per ribadire la necessità di attivare azioni concrete a favore degli animali e della natura, la LAV ha organizzato una manifestazione che chiede l’abolizione definitiva della caccia. Si terrà a Venezia il 18 settembre, vigilia dell’apertura generale della stagione venatoria 2010/2011.

      * responsabile del settore caccia e fauna selvatica della LAV